Ogni giorno vediamo i nostri siti enunciare nuove metodiche riabilitative e didattiche rieducative. Termini normalmente complessi in grado di creare suggestioni e soggezioni.
Ma cosa troviamo dietro a questi appassionanti termini? Sono veramente innovativi? Propongono nuove idee e nuovi modi di procedere?
Cosa c’è dietro le “nuove” metodiche riabilitative e rieducative?
Senza nulla togliere alle poche originalità, dobbiamo dire che nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a simpatiche somme terminologiche che poco innovano.
Cosa sono le tecniche metameriche?
Parlare di TECNICHE METAMERICHE significa soltanto aver studiato un po’ di anatomo-fisiologia e capire che i nostri nervi irradiano parti specifiche dei nostri corpi. Si tratta di novità? Non direi, qualsiasi operatore di media cultura può svolgere questo compito. Ma devo dire che è un bel termine.
Cosa sono le tecniche neurodinamiche?
Parlare di TECNICHE NEURODINAMICHE è ancora più appassionante ma dietro troviamo ancora conoscenze di fisologia e neurologia. Bisogna capire che corpo e mente sono strettamente interconnessi e per agire sul corpo dobbiamo adottare strategie che sfruttano il sistema servono per indurre un migliore rendimento. Si tratta di novità? No, ma anche questo è particolarmente affascinante.
Attenzione a chi vende i termini ma non le terapie!
Sono un sostenitore del miglioramento della comunicazione scientifica e quindi ben vengano termini nuovi e stimolanti, ma non trovo corretto aggiungere a questi la suggestione di nuove frontiere e orizzonti mai analizzati… soprattutto se dopo cerchi di vendere quel nome.
Sembra un mezzo per vendere a sprovveduti con poche conoscenze, forse basta dire alle persone che sanno poco e devono crescere anziché far pensare che “si è inventato un metodo rivoluzionario” così sembra incolto anche chi vende quel nome.
