Ti è mai capitato di sentire che le ossa diventano più “sottili” con l’età? Spesso usiamo i termini osteopenia e osteoporosi come sinonimi, ma capire la differenza tra queste due condizioni è il primo passo fondamentale per proteggere la nostra salute scheletrica e prevenire infortuni invalidanti.
In Italia, l’osteoporosi colpisce circa l’8,1% della popolazione, con un’incidenza che sale vertiginosamente dopo i 70 anni, interessando oltre una donna su tre. Ma cosa succede esattamente all’interno del nostro tessuto osseo e, soprattutto, come possiamo intervenire prima che sia troppo tardi?
In questo articolo esploreremo:
- La differenza tra osteopenia e osteoporosi: quando la fragilità diventa patologica.
- Come leggere la MOC: il significato dei valori T-score e Z-score.
- I rischi reali: dalle deviazioni della colonna alle fratture del femore.
- Il ruolo del movimento: perché l’allenamento di forza è la tua migliore medicina.
Cos’è l’osteopenia?
L’osteopenia è una condizione in cui le ossa sono più deboli del normale, ma non abbastanza da rompersi facilmente. L’osteopenia di solito si verifica in tutti gli individui dopo i 50 anni circa.
Cos’è l’osteoporosi?
L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea.
Come si misurano osteopenia e osteoporosi?
La diagnosi si basa sulla densitometria ossea o mineralometria ossea computerizzata, la MOC. La MOC si avvale di una tecnica a raggi X che consente di misurare la quantità di minerale presente in determinate parti dello scheletro (colonna lombare, parte alta del femore, polso).

Quali valori di MOC indicano una diagnosi di osteopenia o osteoporosi?
Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti normali (T-score > -1 SD), in osteopenia (T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD) o in osteoporosi (T-score < -2.5 SD). Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD.
Quali problemi possono dare osteopenia e osteoporosi?
L’assottigliamento e la fragilità delle ossa predispongono a deviazioni della colonna vertebrale e a fratture del collo del femore. Negli stadi iniziali la malattia non dà sintomi; mentre, quando è in fase avanzata, si possono verificare: mal di schiena. abbassamento progressivo dell’altezza e postura incurvata.
Quanti casi di osteoporosi e fratture ci sono in Italia?
Secondo i dati ISTAT relativi all’anno 2020, l’8,1% della popolazione italiana (il 13,5% delle femmine e il 2,3% dei maschi) ha dichiarato di essere affetto da osteoporosi, con prevalenza che aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni, fino a raggiungere il 34% oltre i 70 anni.
I casi di fratture sono 560.000 all’anno e il fenomeno è in crescita!
Come intervenire? Col movimento!
Una meta-analisi di Shen del 2023 declama che l’esercizio fisico, bel strutturato è di fondamentale aiuto al controllo dell’osteoporosi, soprattutto se indirizzato alla forza e potenziamento muscolare. L’assenza o riduzione di movimento oltre al depauperamento osseo e delle fibre muscolari determina disfunzione delle giunzioni neuromuscolari.
