Esercizio fisico e tumori: il ruolo della prevenzione oncologica

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L’esercizio fisico è ormai riconosciuto come una componente rilevante nella prevenzione primaria e secondaria di numerose patologie oncologiche. Negli ultimi decenni, la letteratura scientifica ha progressivamente consolidato l’evidenza secondo cui l’attività motoria regolare esercita effetti benefici non solo sul rischio di insorgenza dei tumori, ma anche sulla qualità di vita e sugli esiti clinici dei pazienti. Un esempio è una ricerca finlandese del 2024 che dice che l’esercizio fisico può aiutare a prevenire il cancro.

Nel nostro articolo analizza i principali meccanismi biologici e le ricadute cliniche associati alla pratica sportiva.

L’attività fisica come arma di prevenzione primaria

Un primo aspetto fondamentale consiste nella riduzione del rischio di sviluppare forme tumorali. Numerosi studi epidemiologici riportano un’associazione inversa tra livelli di attività fisica e incidenza di tumore al seno, colon-retto, endometrio e, in misura minore, di altri distretti.

I meccanismi alla base di questo fenomeno sono multifattoriali:

  • Regolazione del peso: l’esercizio e il fitness metabolico contribuiscono al controllo del peso corporeo e alla riduzione del tessuto adiposo viscerale.
  • Equilibrio ormonale: le cellule adipose rilasciano citochine proinfiammatorie e ormoni (come estrogeni e insulina) che possono favorire la proliferazione cellulare.
  • Microambiente cellulare: il controllo del metabolismo energetico riduce le alterazioni biochimiche che creano un ambiente propizio alla tumorigenesi.

Meccanismi biologici: sistema immunitario e infiammazione

Un secondo meccanismo riguarda la modulazione del sistema immunitario. L’attività fisica aerobica moderata può migliorare la sorveglianza immunitaria attraverso l’incremento temporaneo di cellule immunitarie circolanti, tra cui linfociti T citotossici e cellule NK, implicate nella distruzione delle cellule neoplastiche. Inoltre, il movimento regolare riduce lo stato infiammatorio cronico di basso grado, una condizione nota per favorire la progressione tumorale.

Benefici dell’esercizio durante e dopo le terapie

Per quanto riguarda i soggetti già colpiti dalla malattia, l’esercizio fisico può incidere positivamente su vari parametri clinici e psicofisici. Programmi personalizzati di allenamento aerobico e di forza contribuiscono a:

  1. Mitigare gli effetti collaterali: Contrasta astenia (stanchezza cronica), sarcopenia, neuropatie periferiche e alterazioni dell’umore.
  2. Migliorare la capacità funzionale: Ottimizza l’ossigenazione tissutale e la funzione cardiovascolare.
  3. Proteggere lo scheletro: Mantiene una corretta densità ossea, riducendo il rischio di complicanze a lungo termine.

L’impatto psicologico e la qualità della vita

Sotto il profilo psicologico, l’attività motoria riveste un ruolo significativo. I pazienti oncologici spesso affrontano stress, ansia e depressione legati alla diagnosi. L’allenamento fisico, soprattutto se svolto in contesti strutturati, favorisce il rilascio di endorfine, la regolazione del sonno e una percezione più attiva del proprio ruolo nel percorso terapeutico. Ciò si traduce in una migliore aderenza ai piani di cura.

Un approccio multidisciplinare alla cura

In sintesi, l’esercizio fisico rappresenta uno strumento multifattoriale di supporto nel contesto oncologico. Il suo effetto positivo deriva dall’integrazione di benefici metabolici, immunologici e psicologici. Sebbene non possa sostituire le terapie convenzionali, l’attività fisica dovrebbe essere considerata parte integrante di un approccio oncologico moderno e multidisciplinare.

L’importanza della supervisione medica

È fondamentale ricordare che, sebbene l’esercizio fisico sia un potente alleato della salute, da solo non è sufficiente a trattare o prevenire totalmente le patologie oncologiche. Ogni intervento basato sul movimento deve essere personalizzato: per qualunque necessità medica, dubbio o prima di iniziare un nuovo protocollo di allenamento, è indispensabile consultare sempre il proprio medico curante o l’oncologo di riferimento. Solo un professionista può valutare le condizioni cliniche specifiche e indicare la tipologia di esercizio più adeguata e sicura.

Pubblicato da Palestra Centro San Marco

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